venerdì 9 ottobre 2009

Un caldo tuffo nel passato: CALDOBAGNO

La Tv di oggi ci ha abituati da tempo ad esotismi massmediatici di vario formato: dai commercial delle navi da crociera ai setting dei serial statunitensi ricostruiti su isole deserte, passando per i reality show made in Honduras.

Ma sono da collocare alla fine degli anni 80 quelli che possono forse essere considerati gli albori di tutti i vagheggiamenti caraibico-tubocatoidei e degli esterofili capricci televisivi: nel 1988, infatti, la De Longhi realizza un famossissimo spot pubblicitario dal sapore tutto tropicale per la promozione di “Caldobagno”, un mini thermo elettrico concepito per il riscaldamento prontouso della toilette di casa, divenuto ben presto emblematico del periodo.

Le immagini di questa pubblicità, andata in onda con apprezzabili consensi di pubblico fino al 1994, mostravano, con una semplicità oltremodo stereotipata, un momento quotidiano (il risveglio) della giornata classica di un’altrettanto convenzionalissima coppia italiana composta da un marito goffo e fuori forma accanto a una moglie pimpante e ben tenuta.


Balzato giù dal letto per dirigersi prontamente verso il gabinetto, il bizzarro ometto di casa (un insolito ibrido fra Jerry Calà e Stefano Masciarelli nelle loro sembianze più anniottantesche) trova ad accoglierlo la pratica stufetta De Longhi capace di rendere l’ambiente riscaldato così confortevole da mutare la vasca da bagno in un limpidissimo fondale d’oceanica estensione.


Memorabili lo scambio di battute fra i due coniugi avidi di toilettatura («Caro, sei in bagno?» - «In bagno?!? In Caldobagnoooo!» - «In Caldobagno?!? Arrivooo!») e il tuffo carpiato di lei che anziché frantumarsi fantozzianamente l’arcata dentale rimanendo incuneata sul tappo di chiusura della vasca finisce col ritrovarsi accanto al marito, ancora in pigiama, sull’isola equatoriale in cui "il buongiorno si vede dal mattino".


Curiosità:


- Da un fermo immagine di questo spot, datato 1988 secondo le fonti non ufficiali, sulla pagina del quotidiano che il protagonista impunga durante il suo "gabinetto-villaggio vacanze" si può notare che il giornale sportivo fa riferimento all’incontro di Triestina-Milan 0-1, avvenuto un paio di anni prima durante la 2° giornata del terzo girone di Coppa Italia del 1986-'87.

- Il protagonista maschile di “Caldobagno” era già comparso, nel 1987, all’interno della pubblicità del “Crodino”: http://www.torinointernational.com/spot80/spot/terme-di-crodo-oggi-campari-crodino-1987.html

- Pare che i 7 secondi di incontaminato paesaggio vacanziero visibile alle spalle della coppia di coniugi siano stati girati alle isole Seychelle.

- Il “Caldobango” De Longhi esiste ancora oggi e continua ad essere proposto in modelli variamente accessoriati il cui prezzo oscilla in media fra i 30 e i 50 euro.

E per un "caldo tuffo" nel passato: http://www.youtube.com/watch?v=styTtqBcHPs

giovedì 24 settembre 2009

Anni 80 a tutta forza con WONDER WOMAN


Con un breve passato da rock singer negli anni 60, un primo premio al concorso di bellezza di “Miss Stati Uniti nel Mondo” e un meritatissimo posizionamento alle semifinali di “Miss universo”, avvicinatasi all’ambiente dello show business mediatico nei primissimi anni 70, Lynda Jean Cordova, nota ai più con lo pseudonimo di Lynda Carter, ha vestito i panni della donna più forte del mondo nella serie tv firmata Warner Bros trasmessa dal network ABC dal 1974 al 1976 e dalla CBS dal 1977 al 1979.

Frutto dell’estro creativo di Charles Mounton, abile disegnatore di strips and comics della prima metà del secolo scorso, la Wonder Woman che tutti ricordiamo, stivale bianco-rosso e costumino stretch con corpetto corazzato amabilmente equipaggiato di polsini metallici, lazzo magico e tiara aureo-stellato incastonato fra la cotonatura di un’irremovibile cofana pilifera, fa il suo esordio sull’ottavo numero di All Star Comics nel lontano 1941, per poi diventare di lì a poco un’assoluta pietra miliare tanto nel mondo dell’editoria a fumetti di genere supereroico quanto fra i miti sempiterni del piccolo schermo televisivo.

Protagonista indiscussa della versione telefilmica del cartoon americano, la Carter attrice è qui chiamata a impersonare il ruolo di Diana, principessa delle amazzoni sulla cui isola precipita, nel corso della seconda guerra mondiale, un aereo guidato da un maggiore dell'aeronautica americana, tale Steve Trevor. Venuta a conoscenza della guerra in corso, Diana decide di abbandonare l'isola su cui è cresciuta per unirsi invece al soldato-esploratore ed aiutare gli Alleati con i suoi poteri straordinari (una forza fisica assolutamente sovraumana) e gli invidiabilissimi e ultraglamour accessori (i già citati bracciali antiproiettili, la corona-boomerang e il mitico lazo psichico che costringe la persona catturata a rivelare ogni verità). A cadere vittime delle sue armi e della sua bellezza prodigiose non saranno soltanto nazisti e pericolosi guerriglieri, ma anche delinquenti trascurabili e uomini comuni.




Curiosità:

- La serie si compone di tre stagioni televisive che contano complessivamente 59 episodi della durata di 45 minuti ciascuno. In Italia il telefilm di “Wonder Woman” è stato trasmesso su Italia 1 ma non fu mai mandata in onda la prima serie, composta da 13 episodi. La doppiatrice italiana di Lynda Carter è Eva Ricca, voce di Meryl Streep in “Una lama nel buio”.

- La serie è ricca di guest stars che appaiono di episodio in episodio fra cui: Henry Gibson, Robert Loggia, John Hillerman (il signor Higgins di “Magnum P.I.”), Dick Van Patten (“Famiglia Bradford”), Roy Rogers, Martin Mull (Steve Austin ne “L'uomo da sei milioni di dollari”), Eve Plumb, Frank Gorshin, Jayne Kennedy, Wolfman Jack.

- Non molti sanno che già negli anni '60 venne prodotta una puntata pilota di “Wonder Woman” interpretata dall’attrice Cathy Lee Crosby (http://goodcomics.comicbookresources.com/wp-content/uploads/2009/05/09.jpg), puntata talmente mal realizzata da persuadere gli stessi autori alla sua mancata messa in onda fintanto che l’attrice protagonista non fosse stata sostituita a seguito di un rinnovato casting e l’episodio nuovamente registrato.

- Nel 1974 Lindsay Wagner, famosa interprete de “La Donna Bionica”, a causa di un incidente avvenuto nel corso delle riprese di una scena d’azione, fu costretta a un temporaneo ritiro dalle scene cui conseguì l’interruzione momentanea della fortunata serie che la vedeva protagonista e la sua pronta sostituzione con un nuovo personaggio superpotente e tutto al femminile: la Wonder Woman di Lynda Carter, appunto. Questa prima serie fu realizzata in maniera molto fedele e attinente al fumetto originale di C.Mounton, pertanto inizialmente ambientata negli anni '40 e, nella seconda tranche televisiva, aggiornata temporalmente in epoca contemporanea, fra la fine degli anni ’70 e i primi ’80.

- Innumerevoli sono i giocattoli e i gadget che si rifanno a questa eroina senza paralleli: dalle Barbie ai personaggi Lego passando per costumi di carnevale, tazze, mezzi busti, cartoni animati e videogames di ultimissiama generazione (http://www.youtube.com/watch?v=SrcYHLenx1s).



- I primi di giugno del 2008 la Carter, trovatasi spesso faccia a faccia con innumerevoli cadaveri finto-cinematografici nel corso della sua carriera di attrice, durante una tranquilla navigazione in barca ha avvistato accidentalmente un corpo galleggiante sul fiume Potomac River (USA): senza ricorrere a lazzi magici o acrobazie aeree conturbanti, la ex Wonder Woman ha prontamente messo in allerta le imbarcazioni vicine e reso possibile l’intervento dei soccorsi sul luogo dell’avvistamento.

- Il 27 luglio 2009 Lynda Carter ha presentato il suo nuovo album al ‘ Vogue Fashion’s Night Out ’ di Condè Nast, super evento di shopping e di moda che ha avuto luogo in contemporanea in tutte le principali città del mondo. A 57 anni suonati, la Carter, col suo passato da principessa guerriera e il suo presente di moglie e madre di due figli, ha così deciso di lasciarsi in una nuova avventura, quella musicale, riprendendo la vecchia passione per il canto che aveva accompagnato la sua adolescenza (http://www.youtube.com/watchv=_LWcmlIbNhs&feature=PlayList&p=264A396154D6C541&playnext=1&playnext_from=PL&index=13)e che la porterà oggi, dopo il debutto discografico del suo primo disco a New York City, in un lungo tour a spasso per le principali città americane. Eccola nel marzo 2009 in un video amatoriale girato durante un suo concerto nella Grande Mela: http://www.youtube.com/watch?v=jiYeMZy0qNo. Qui invece una performance jazz al Kennedy Center nel maggio 2008:http://www.youtube.com/watch?v=cFa2rRFqjJI

- Dopo la Cat Woman di Halle Berry del 2004, la Warner Bros ha in cantiere per il 2011 l’uscita nelle sale cinematografiche del primo film dedicato Wonder Woman, interpretata questa volta da Megan Fox: http://www.screenweek.it/film/18557-Wonder-Woman/galleria/25505

Wonder Woman, Wonder ciack, Wonder rock!


giovedì 16 luglio 2009

Un "cuore di panna" per i GELATI anni 80


Un buon gelato negli anni 80? Poche monetine da cento a cinquecento lire bastavano a garantire la soddisfazione di occhi e palato nei pomeriggi di anniottantesca arsura estiva.

Varianti, forme, gusti e colori di ogni tipo per saziare e rinfrescare le gole più esigenti, insieme a cinque principali case di produzione: Motta, Algida, Eldorado, Sanson e Sammontana.

E tra i tanti gelati raffigurati sui mitici prezzari di latta esposti all’esterno di bar, ristoranti e chioschetti dell’epoca, solo l’imbarazzo della scelta: dall’intramontabile Magic Cola, il ghiacciolo all’aroma della famosa bibita gassata, al richiestissimo biscotto Camillino passando per i meno noti Trifoglio, Bananas e Mottarello, il pralinato Zaccaria ed il farcitissimo Cooky Snack, fino al più dietetico e yogurtoso Yummi, al rimirato e psichedelico Twister o alle più sobrie granite gusto Lemon & Oran Soda.














Fra i più trash e insoliti, come non ricordare gli stecchi arancioni e fuxia a forma di Pippo e Topolino, gli spassosi “Puffoghiaccioli” Sammontana, il panino-gelato formato Mazinga, l’ammiccante Pantera Rosa Motta con il sospirato bubble gum annesso nonchè i “chewingumati” di altre marche come Olipop, Gommolo e Gumm.

I più equivoci? Due su tutti: l’indimenticabile Piedone, il gelato più amato dai feticisti di ogni tempo, e il fallicissimo Calippo, di cui solo l’innocenza di un bambino poteva non rivelare la metafora decisamente poco sibillina.



Ancora in commercio, invece, il Croccante e il Cremino, i super classici e scanalati Lemonissimo e Fior di fragola, il liquirizioso Liuk e il non propriamente ipocalorico Bikini.

Ed ora, la parola ai golosi: qual’era il vostro preferito? E quale vorreste poter recriminare oggi, sotto l’ombrellone di questa bruciante estate 2009?

Happy summer to all the Eighties's friends!