martedì 15 luglio 2008

Anni 80 con CREAMY, Posi, Nega e Toshio


L'incantevole Creamy (titolo originale: “Mahō no Tenshi Creamy Mami” – “Dolcissima Mami, l'angelo della magia” ) è una serie televisiva animata prodotta in Giappone nel 1983, parallelamente adattata in manga e trasmessa per la prima volta dalla televisione italiana il 3 febbraio 1985, alle ore 20:00, su Italia 1. La serie consta di 52 episodi (più quattro OAV – Original Anime Video ) e il suo genere di appartenenza di è quello dei così detti “maho shojo”, ossia storie aventi come protagoniste ragazzine molto giovani in grado di usare la magia per trasformarsi in adolescenti di indiscutibile carisma e risollevare le sorti del mondo a partire, guarda caso, dalla loro città d’origine (solitamente Tokyo).

Creamy Mami è, in ordine di apparizione, la seconda fra le maghette-terrestri degli anni 80 e la prima di quelle ideate dallo Studio Pierrot, uno dei più importanti studi giapponesi dediti alla produzione di serie animate fra cui, oltre a Creamy, anche Magica Emi, Fancy Lala ed E’ quasi magia Johnny.
La storia è quella di Yu, figlia di due pasticceri che gestiscono un locale di nome “Creamy”, bambina vivace e spensierata che un giorno, per caso, è spettatrice involontaria di una specie di miraggio: una scia luminosa la porta fino a un’arca di cristallo sospesa nel cielo, una nave magica detta “arca della Stella Piumata” che solo i bambini hanno il potere di vedere, nei loro sogni. Sulla barca c’è Pinopino, il folletto custode che ringrazia Yu per avergli consentito di ritrovare l’arca smarrita proprio fra i suoi sogni.

Fermamente deciso a ricompensare la bambina, egli decide di trasformarla in una persona specialissima regalandole due inseparabili amici folletti, Posi e Nega, una bacchetta magica di rito e una formula che sfiora lo scioglilingua (pampulu-pimpulu-parim-pampum) ed e’ capace di trasformarla in Creamy, misteriosa cantante dalla voce flautata con fisico da passerella. La vita di Yu comincia cosi’ a farsi piu’ appassionante: oltre a dover mantenere segreta la sua doppia identità (di cui solo i due gattini-folletti sono a conoscenza), la piccola dovrà anche fare i conti con la sua problematica cotta per Toshio, amico di cui è da tempo invaghita, ora attratto dalla sua splendida alter ego dai capelli viola.


Ma, per fortuna o purtroppo, nulla e’ per sempre, nemmeno la magia: l’incantesimo del magnanimo Pinopino è infatti desinato a durare solo un anno, dopodiché Yu perderà i suoi poteri (NB: “ma questa tua magia Yu, Creamy amica mia un anno durerà poi Creamy forse svanirà”) tornando ad essere la ragazzina di sempre.
In Giappone la serie si concluse il 29 giugno 1984, proprio lo stesso giorno in cui, nel cartone, avveniva l’addio alle scene da parte di Creamy con il suo ultimo concerto e il suo ritorno all’arca della Stella Piumata.

CURIOSITA’:

- La data di nascita di Yu è il 10 ottobre 1973, questo fa di lei una BILANCIA che quest’anno compie 38 anni!
- L’età di Creamy era invece di 16 anni mentre quella di Toshio 14.

- E’ curioso notare come i genitori delle protagoniste dello studio Pierrot siano tutti imprenditori, e precisamente: i genitori di Creamy proprietari di un negozio di crepes, quelli di Emi di un caffè, i genitori di Evelyn gestori di nn drug-store, e quelli di Sandy di un negozio di fiori.

- Nell’episodio n° 37 Creamy dichiara che i suoi piatti preferiti sono – guarda caso – le crèpes (chiamala scema) e lo sformato di formaggio: "Sono due piatti che hanno il potere di rendermi felice!"


- Sei canzoni su sette delle canzoni che canta Creamy durante le puntate della serie sono state cantate da Cristina D’Avena. In Giappone la cantante è Takako Ohta, che è anche la doppiatrice e dopo il successo della serie fu soprannominata Creamy Takako.

- Questo anime rispetto alla maggior parte degli esistenti, è stato creato prima del manga. Il manga di questa serie è solo un riassunto creato con l'intenzione di ottenere in breve lo stesso successo legato all'anime in produzione in quel periodo periodo.

Fan club: http://it.groups.yahoo.com/group/creamymamyfanclub/

venerdì 11 luglio 2008

BRIGITTE NIELSEN: una strega platinata


Bionda, altissima, statuaria, la personificazione vivente di Barbie Danimarca: è Brigitte Nielsen, nome d’arte di Gitte Nielsen, attrice, modella, conduttrice televisiva e – per chi non lo sapesse – pure cantante, impareggiabile volto-icona del decennio a noi tanto caro, attualmente scomparsa dalle scene.
La sua carriera ha inizio verso la fine degli anni 70 quando, conseguito il diploma superiore, inizia a lavorare come modella grazie al suo fisico imponente, distribuito su un metro e ottantacinque di altezza.
Il suo aspetto ricalca perfettamente i canoni estetici tipici degli anni ottanta: una donna androgina ma sensuale, aggressiva, appariscente ed elegante al contempo; A volerla in passerella saranno in molti: da Gianni Versace a Giorgio Armani passando per Gianfranco Ferré. Nel 1983 si sposa per la prima volta: il fortunato in questione è il compositore danese Kasper Winding, dalla cui relazione nasce il primo figlio, Jullian.
In Italia Brigitte viene notata dal produttore Dino de Laurentiis che la ingaggia come protagonista accanto ad Arnold Schwarzenegger nel film epico Yado (1985). Ma è solo con la pellicola successiva che la Nielsen vede spalancarsi le porte di Hollywood, dove incontra il suo futuro secondo marito Sylvester Stallone che la vuole accanto a sé in Rocky IV e Cobra.

La coppia divorzierà nel 1987, dopo due soli anni di stallonesco matrimonio.

Nello stesso periodo Brigitte debutta in Italia accanto a Pippo Baudo e Lorella Cuccarini come conduttrice televisiva dello show di Canale 5 Festival dove si presenta anche in veste di cantante con l’ album d’esordio Everybody tells a story che riscuote un discreto successo in Austria e Germania grazie anche al fortunato singolo Body next to body (http://www.youtube.com/watch?v=-xH8Wqdb4U0), un duetto con il cantante austriaco Falco. Nel frattempo la Nielsen fa il suo ritorno sul grande schermo con Beverly Hills Cop II accanto a Eddie Murphy, film che la consacra nella parte di donna sexy e pericolosa del cinema d’azione, un ruolo che continuerà ad esserle richiesto spesso per le produzioni successive.


Nel 1988 Gitte, detta Brigitte, si fidanza con il giocatore di football americano Mark Gastineau, dal quale ha il secondo figlio, Killian. Ma anche stavolta, nel 1990, la storia finisce dopo appena due anni e la Nielsen si ridà alla musica incidendo il singolo Rockin' like a radio, pubblicizzato con un tour europeo.
Negli anni 90 prosegue la carriera cinematografica dividendosi fra film d'azione americani di scarso successo e commedie di cassetta in Italia. Poi arrivano la conduzione del Festival di Sanremo nuovamente accanto a Baudo (1992), la partecipazione a Fantaghirò 2 (http://www.youtube.com/watch?v=YWfBRoxvfss&feature=related) nelle vesti memorabili della Strega Nera e una lunga carrellata di trasmissioni e film di minor visibilità (La sai l’ultima, Un posto al sole, Paparazzi e perfino il Grande Fratello danese).

Curiosità:

- Ultimamente Brititte Nielsen ha partecipato a vari reality show in giro per il mondo: nel 2004 è stata una delle concorrenti del reality show La Talpa su Raidue, poi The Surreal Life 3 per il network statunitense VH1, Celebrity Big Brother nel Regno Unito e Strange Love per VH1; quest'ultimo vedeva le telecamere seguire lei e il rapper dei Public Enemy, Flavor Flav, coinvolti in un'improbabile storia d'amore nata sul set de The Surreal Life 3 in cui entrambi avevano partecipato e di cui questa reality sit-com è uno spin-off.

- Nel luglio 2004, con l'amico fraterno, fotografo, regista, scrittore e consulente d'immagine Daniele Cappa, ha co-prodotto un documentario shock tra le favelas de Atibaja (Brasile), per sostenere i progetti dell' Associazione Umanisti Italiani nel Mondo Onlus.

- Nel 2006 Brigitte si e’ risposata per la quinta volta con Mattia Dessì, un barista sardo di quindici anni più giovane di lei, e ha partecipato al reality show statunitense The Surreal life: Fame game


- Il 9 luglio 2007 è entrata in una clinica di riabilitazione per guarire dalle dipendenze del alcool e nel gennaio 2008 è stata fra le protagoniste di Celebrity rehab (http://www.youtube.com/watch?v=E-LkYgHhLdw), serie shock trasmessa da VH1 in America e Five in Gran Bretagna, a metà fra reality e documentario, che segue le cure di riabilitazione di diverse personalità del mondo dello spettacolo in lotta contro le loro dipendenze.

- Recentissimamente, nel giugno 2008, la Nielsen si è sottoposta ad alcuni interventi di chirurgia plastica, tra cui lifting facciale, liposuzione, riduzione del seno e denti nuovi. Il tutto filmato dalle telecamere dell'emittente tedesca RTL che dal 6 luglio 2008, per 4 speciali ne mostrerà le operazioni nel docu-reality "Aus alt mach neu: Brigitte Nielsen in der Promi-Beautyklinik".

giovedì 26 giugno 2008

EGOISTE, EGOISTE, EGOISTE!

Ancora una chicca di fine anni 80-primissimi 90, questa volta non cinematografica ma pubblicitaria. A incantarci è infatti, oggi come allora, lo spot di un profumo: l’indimenticabile Egoiste della maison Chanel. Ironico, sensualissimo, ansiogeno, di immediato effetto. La scena si consuma fra i balconi di un palazzo da cui alcune donne si mettono a urlare istericamente lanciando teatrali invettive («La pagherai, miserabile!» – «Mi avrai nemica, giuro!»– «Io sarò implacabile!») contro un uomo il cui appartamento è collocato nella parte centrale dell'edificio.












L'uomo non si vede mai, ma compare la sua mano che appoggia sulla ringhiera la nota boccetta di profumo (mostrata nel formato Eau de toilette "a gocce", anziché nella versione spray), unico elemento colorato a contrasto col bianco e nero dello sfondo che si modifica di lì in poi in immagini a colori. Lo spot si conclude nel modo che tutti conosciamo: le bistrattate inquiline del palazzo, all'unisono, gridano più volte "Egoiste!" al misterioso spaccacuori, aprendo e chiudendo coreograficamente le finestre delle loro lussuose stanze.
Girato nel 1990 e trasmesso in Italia nello stesso anno, Egoiste di Chanel è forse lo spot di profumi maschili più riuscito di tutti i tempi e uno dei più longevi fra i tormentoni nati a seguito del lancio di una così fortunata campagna pubblicitaria.

Curiosità:

- Di questo profumo fu prodotta anche la versione "Platinum", il cui spot era una sorta di spin-off del precedente. Protagonista sempre l' “Egoista", stavolta non più anonimo e in lotta con la propria ombra per impedirle di sottrargli il profumo.

- il sottofondo musicale è l'ouverture di «Romeo e Giulietta» di Prokof'ev.

- Sandra Mondaini e Raimondo Vianello scimmiottarono le immagini di questo spot in una puntata di «Casa Vianello» .

- a Palermo, su una rete locale, un debuttante Andrea Costa si prestò a recitare la parte del celebre Egoista per la pubblicità-parodia dell'inesistente profumo "S'è cornù" spalancando le finestre ed urlando a squarciagola "Si cuinnutuuu" (“sei cornuto!”).

Buona visione, egoisti: http://www.youtube.com/watch?v=VwbmzAC8aIk

mercoledì 11 giugno 2008

PRETTY WOMAN, walking down the street

Il mondo è, in un certo senso, tutta una questione di prospettive. Quella di un ammaliante pappone che incontra una prostituta e, assoldandola, se ne innamora, è una storiella che, almeno in apparenza, ha poco la stoffa del copione di successo. Ma se, guardando meglio, ci accorgiamo che lui è un fascinoso Richard Gere quarantenne, lei una Julia Roberts nel pieno dell’età e della forma fisica, e che i marciapiedi sono quelli di Hollywood, andiamo a colpo sicuro, e il trash diventa fresh senza data di scadenza.

La commedia “Pretty Woman” è in realtà del 1990, ma le atmosfere che si respirano, gli abiti scleti, il trucco e il parrucco, la struttura e i dialoghi del film, tutto ha un retrogusto pienamente anniottantesco.

La vicenda ha per protagonista Vivian Ward (Julia Roberts), una giovane prostituta di Hollywood la cui vita è destinata a cambiare a partire dal momento dell’incontro con Edward Lewis (Richard Gere), un affarista miliardario e senza scrupoli appena uscito dall'ennesimo fallimento sentimentale. Ed è qui che Vivian fa l’ “affare”: Edward le propone infatti di restare con lui per l'intera settimana ad un prezzo da capogiro, offerta che la ragazza, naturalmente, accetta di buon grado.

Il rapporto fra i due sembra inizialmente solo di tipo professionale, ma in breve tempo le cose cambiano e i buoni sentimenti non tardano ad arrivare, in uno scambio reciproco di positive influenze che vedrà lei tirar fuori il lato più umano di lui, mentre Edward le insegnerà lo stile e l’eleganza richiesti a una lady dell’alta società americana.

CURIOSITA’:

- Nella colonna sonora del film ci sono anche "Oh Pretty Woman" di Roy Orbison, canzone da cui è tratto il titolo del film, e "Show Me Your Soul" dei Red Hot Chili Peppers.

- Richard Gere,Julia Roberts e il regista Garry Marshall lavorarono di nuovo insieme per Se scappi ti sposo, nel 1999.

- La prima sceneggiatura scritta prevedeva un tragico finale, con Vivian che, dopo la partenza di Edward, fa ritorno nella strada senza più un dollaro e trova la sua amica Kit strafatta di droga e in punto di morte. Poi dopo una revisione del copione si è scelto l'happy ending che tutti conosciamo.

- Il ruolo della Roberts inizialmente era stato proposto anche a Valeria Golino, scartata per il forte accento italiano

- Le riprese sono state effettuate tra Hollywood Boulevard, Hollywood, Beverly Hills e Los Angeles. La suite dell'albergo, invece è stata costruita all'interno degli Studi Walt Disney di Burbank

mercoledì 7 maggio 2008

Qui la MANO amici anni 80

Trasparente, colorata, viscida e gommosa, la manina appiccicosa e’ stata, fra i gadget degli anni 80, uno dei giocattoli tascabili accolti con più entusiasmo dai bambini dell’epoca (e con maggiore disprezzo da parte dei genitori).

La manina appiccicosa apparteneva alla categoria delle sorpresine-regalo presenti nelle patatine in busta, ed era spesso contenuta nei pacchetti di marche poco note se non del tutto sconosciute.
Si trattava di una piccola mano di gomma collegata a un laccio dello stesso materiale che permetteva di impugnarla e lanciarla per farla aderire su qualsiasi superficie liscia o oggetto.

Ma, come tutte le cose belle, anche la manina non aveva una durata eterna: poco dopo l’apertura della confezione e il suo lancio contro mobili e pareti, per la gioia di mamme e insegnanti, la manina cominciava a impolverarsi smettendo di attaccare come appena tolta dal nilon. Unica soluzione era, a quel punto, come suggerito dal foglietto illustrativo in allegato, il tentativo di lavaggio con acqua e sapone. Ma nemmeno questo rimedio casalingo bastava a riportare la schifida mano acchiappatutto al suo stato originale.











Per la serie: “il gioco è bello fin che dura poco”, le manine multicolor, scomparse dai pacchetti di patatine ormai da moltissimi anni, resteranno “appiccicate” nelle memorie dei più nostalgici come un caro, irresistibile, feticcio di quei favolosi, irripetibili, anni 80.